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Architettura ittita

 

L'arte ittita, su cui agì, oltre all'influsso siriaco, una conoscenza più o meno diretta dell'arte mesopotamica, è nota soprattutto attraverso gli scavi di Bogazköi (o Bogazkale) (l'antica Hattusa), Çatal Hüyük, Yazilikaya, che hanno riportato alla luce templi, palazzi, mura e fortificazioni del periodo imperiale (1400- 1200 a.C. ca.). Le poderose mura urbane (Bogazkale, Çatal Hüyük), con imponenti porte incassate fra torrioni, racchiudevano il palazzo reale e i templi, strutturati in maniera analoga: basamenti a grossi blocchi quadrati o massicce lastre poste verticalmente, e parte superiore in mattoni crudi e travi di legno.

L'architettura templare, come è dimostrato dai cinque templi di Bogazkale, contemplava la presenza di un cortile circondato da numerosi ambienti, di una sala del trono e di una cella per il simulacro della divinità.

La scultura, monumentale ma non priva di originalità e caratterizzata da una certa vivacità di resa plastica, è documentata dai rilievi rupestri (il maggior ciclo è quello del santuario di Yazilikaya, con processione di dei e dee) dagli ortostati a rilievo (porta di Çatal Hüyük, con processione di sacerdoti e offerenti guidata dall'imperatore e dall'imperatrice), dai rilievi che ornano le porte urbane (protomi leonine e sfingi a Bogazkale e Çatal Hüyük).

Interessanti appaiono anche le manifestazioni delle arti minori, con particolare riferimento ai sigilli cilindrici finemente intagliati alle statuette-amuleto d'oro e d'argento riproducenti in piccolo le statue cultuali dei templi.

 

L'architettura ittita poté avvalersi della pietra (soprattutto basalto) e presenta caratteri peculiari come l'asimmetria della pianta, la presenza di un vestibolo a colonne nei santuari (che venne poi adottato dagli Assiri) e le ampie finestre verso l'esterno degli edifici.

Hattusa, già abitata nei sec. XIX e XVIII, raggiunge la massima estensione nel Nuovo Impero. Essa mostra un sistema di fortificazioni che sfruttava il terreno montagnoso su cui era edificata la città.
Nell'acropoli stavano gli archivi, e gli edifici amministrativi e nella parte più elevata il palazzo reale e un grande piazzale. Non lontano da Hattusa c'é il miglior esempio di santuario all'aperto (Yazilikaya, fatto erigere da Tudhalya IV, 1250 a.C. circa) la cui destinazione é sconosciuta. In una cerchia rocciosa sono state sfruttate due gallerie naturali decorate con rilievi di déi.