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Architettura rinascimentale

 

L'architettura del Rinascimento è quella fase dell'architettura europea, ed italiana in particolare, che ebbe origine agli inizi del Quattrocento a Firenze, principalmente grazie all'operato di alcuni artisti e intellettuali come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti.

 

Fra i fattori politici e culturali che influenzarono questo nuovo indirizzo delle arti vi furono senz'altro l'affermazione delle signorie e lo sviluppo dell'Umanesimo, con il conseguente gusto antiquario efilologico, che in architettura si traduce nello studio delle belle forme degli edifici antichi, cioè romani.

 

Benché il movimento sia temporalmente ben definito, al suo interno è possibile individuare diversi momenti stilistici, che la critica identifica nel "primo Rinascimento", appartenente al XV secolo, nel "Rinascimento classico" e nel Manierismo, questi ultimi entrambi coincidenti col Cinquecento. Se il primo Rinascimento segna un punto di rottura con l'architettura gotica, le seconde fasi rappresentano un momento di continuità con la precedente, pur mostrando sensibili mutamenti e sviluppi rispetto ad essa.

 

 

San LorenzoFirenze
 

 

 

Contesto storico 
Il Rinascimento fu un fenomeno strettamente italiano; occorre perciò concentrare la trattazione del contesto storico sull'evoluzione dell'assetto politico, economico e culturale della Penisola.

 

 

All'inizio del XV secolo l'Italia era suddivisa in cinque stati maggiori (Regno di Napoli, Stato Pontificio, Repubblica Toscana, Repubblica di Venezia, Ducato di Milano), contornati da numerosi ducati e repubbliche minori (come il Ducato di Urbino, il Ducato di Mantova e laRepubblica di Siena). Firenze, nel Quattrocento, consolidò il proprio potere economico mediante un dinamismo basato su una innovativa organizzazione produttiva di tipo industriale, mercantile e bancaria. Ben presto la città, caratterizzata ancora da numerosecase-torri, cambiò la propria fisionomia; infatti, l'ascesa della borghesia portò alla definizione di nuovi gusti e tendenze, che si concretizzarono nell'edificazione di imponenti palazzi signorili. Pertanto, Firenze fu la città della svolta tardo-gotica verso un nuovo linguaggio dell'arte, definito da Filippo Brunelleschi in architettura, da Masaccio in pittura e da Donatello in scultura, grazie anche al mecenatismo di famiglie come quella dei Medici.

 

Dal punto di vista culturale, all'affermazione del Rinascimento contribuirono gli studi classici avviati nel XIV secolo da Francesco Petrarca e continuati da altri letterati, generalmente di formazione fiorentina. Gli umanisti, a differenza dei monaci medioevali che concentravano le loro attenzioni sugli aspetti teologici delle opere, riscoprirono interamente i testi del passato e tentarono una loro interpretazione ed analisi critica.

 

Nel Cinquecento, invece, il Rinascimento trova terreno fertile nella Roma papalina, in un contesto completamente diverso da quello fiorentino. La fine della Cattività avignonese (1377) ed il ritorno del papa a Roma, coincise con un vasto programma di riorganizzazione e restauro della città, avviato da Martino V (1368-1431) e continuato sotto i suoi successori, come Niccolò V (1397-1455) e Giulio II(1443-1513). Il sacco del 1527, che precedette di alcuni anni le riforme del Concilio di Trento, segnò un primo momento di crisi; tuttavia, nel 1534 Michelangelo Buonarroti si trasferì definitivamente a Roma, avviando la realizzazioni di importanti opere, come la piazza del Campidoglio e gli affreschi del Giudizio Universale nella Cappella Sistina.

 

 

Caratteristiche dell'architettura rinascimentale 

 

 

Facciata di Santa Maria NovellaFirenze
 

 

Il termine Rinascimento fu utilizzato già dai trattatisti dell'epoca per evidenziare la riscoperta dell'architettura classica, in particolare di quella romana. Pertanto, a partire dal XV secolotroviamo una ripresa degli ordini classici e delle proporzioni armoniche, nonché la ricerca di articolazioni ortogonali e l'impiego di semplici forme geometriche nella definizione delle piante.

 

La sensibilità verso il passato non si esaurisce nella sola architettura romana, ma si estende anche al Romanico e allo stile bizantino. Infatti, a Firenze, già in epoca medioevale si era affermato uno stile definito protorinascimentale, riscontrabile nelle forme chiare del Battistero di San Giovanni e nella chiesa di San Miniato al Monte.

 

Fu privilegiato l'impiego di volte a vela su pianta quadrata (ad esempio nello Spedale degli Innocenti) e di volte a botte (come nella copertura della basilica di Sant'Andrea a Mantova diLeon Battista Alberti), senza l'uso dei costoloni e dei contrafforti gotici, mentre a Filippo Brunelleschi va il merito della prima vera ricerca per determinare rigorosamente le leggi che regolano la prospettiva.

 

 

Il palazzo e la villa 

 

Palazzo PiccolominiPienza
 

 

I nuovi palazzi costruiti intorno alla metà del Quattrocento dovettero conciliare le esigenze di vita degli abitanti al rinnovamento del volto urbano delle città, avvicinandosi, al contempo, ai prototipi dell'antichità. Tuttavia, a differenza di alcuni templi, nel XV secolo nessun antico palazzo era sopravvissuto integro, tanto che alla conoscenza delle planimetrie si contrapponeva la mancanza di modelli relativi all'articolazione delle facciate. NeancheVitruvio e gli altri autori del periodo romano avevano fornito indicazioni precise, concentrando le loro attenzioni soprattutto sulla disposizione in pianta e non sull'alzato.

 

L'introduzione del cortile al centro dell'edificio, derivata dai modelli del passato, divenne pertanto il principale elemento caratterizzante la nuova disposizione all'antica. Questa tipologia prevedeva un complesso edilizio chiuso attorno ad un cortile, con piccole aperture al piano terreno e finestre regolari, di dimensioni più ampie, nei registri superiori.

 

Il rivestimento parietale, nel primo Rinascimento, è costituito dal bugnato e dai semipilastri; ad esempio, al primo caso, legato alla tradizione di Palazzo Vecchio e del Bargello, è riconducibile il Palazzo Medici Riccardi di Michelozzo, mentre al secondo è ascrivibile il prospetto del Palazzo Rucellai, ideato da Leon Battista Alberti.

 

Un caso particolare è rappresentato dai palazzi veneziani, la cui costruzione fu condizionata innanzitutto dalla scarsa superficie dei lotti a disposizione. Ciò determinò la formazione di edifici a blocco unico, privi di un cortile centrale aperto. I palazzi subirono l'influenza del modello tardo-gotico di Palazzo Ducale e vennero dotati di eleganti facciate traforate, a partire dalla Ca' d'Oro, all'inizio del Quattrocento, sino ad arrivare ai più tardi palazzi Corner Spinelli e Vendramin Calergi.

 

 

A Roma Bramante (Palazzo Caprini) e Raffaello propongono nuovi modelli in cui sono combinati bugnato al piano terra e scansione della facciata con ordini in rilievo. Una ulteriore evoluzione è costituita dal Palazzo Farnese a Roma, di Antonio da Sangallo il Giovane eMichelangelo, che darà vita ad un modello molto duraturo, che rifiuta sia il bugnato sia gli ordini, a favore di una facciata liscia percorsa da membrature orizzontali (marcapiano, marcadavanzali) su cui si stagliano finestre ad edicola, con timpano alternativamente triangolare o curvilineo, che al piano terra diventano inginocchiate. Nel pieno Rinascimento, su influenza di Vitruvio, si afferma anche una maggiore attenzione verso la simmetria oltre che delle facciate e della corte interna, anche della configurazione planimetrica, come nel Palazzo Valmarana, costruito da Andrea Palladio intorno al 1565.

 

Nelle residenze di campagna, la centralizzazione della casa divenne un principio fondamentale. Un primo esempio è rappresentato dalla Villa medicea di Poggio a Caiano, innalzata su progetto di Giuliano da Sangallo verso la fine del Quattrocento. Qui, la disposizione degli ambienti interni, distribuiti a croce attorno ad una sala centrale, ricalca sostanzialmente quanto illustrato da Leon Battista Alberti nel trattato De re aedificatoria, nel tomo dedicato alle "case signorili". Invece, la scena cinquecentesca è dominata dalle ville che il Palladio realizzò in Veneto; tra queste, un'intensa fortuna ebbe il progetto della cosiddetta Rotonda (villa Almerico Capra), che fu imitato da diversi artisti appartenenti alla corrente del palladianesimo internazionale.

 

Santa Maria della ConsolazioneTodi
 

 

La chiesa 

 

La predilezione per le forme geometriche elementari e per l'armonia tra le parti portò alla costruzione di numerose chiese a pianta centrale. Tra il 1420 ed il 1436, Filippo Brunelleschiinnalzò la cupola della cattedrale fiorentina, il più grande organismo a pianta centrale dall'epoca del Pantheon; allo stesso architetto sono riconducibili diversi edifici centralizzati, come la Sagrestia Vecchia, la Cappella dei Pazzi e la Rotonda degli Angeli. In questa scia si inseriscono, ad esempio, la basilica di Santa Maria delle Carceri a Prato, di Giuliano da Sangallo, ed alcuni progetti teorici di Leonardo da Vinci.

 

Il tempietto rotondo di Bramante nella chiesa di San Pietro in Montorio in Roma esprime una nuova concezione nella tipologia di complessi a pianta centrale, mostrando una maggiore derivazione dai modelli dell'antichità. A Bramante si deve anche il disegno originario per labasilica di San Pietro in Vaticano, un imponente complesso a croce greca, dominato al centro da una colossale cupola semisferica. Da essa e dalla sua versione michelangiolescadiscesero ad esempio Santa Maria di Carignano a Genova di Galeazzo Alessi, il Gesù Nuovo di Napoli e la chiesa del Monastero dell'Escorial presso Madrid.

 

La pianta longitudinale non fu messa da parte. Nella prima metà del XV secolo, Brunelleschi ideò le chiese fiorentine di San Lorenzo eSanto Spirito, ricorrendo, in entrambi i casi, ad uno schema a croce latina. Sempre longitudinale è lo sviluppo della basilica di Sant'Andrea a Mantova, di Leon Battista Alberti, e delle chiese veneziane del Redentore e di San Giorgio Maggiore, opera di Andrea Palladio. Invece, a Venezia l'architettura ecclesiastica fu condizionata delle forme della basilica di San Marco: ad esempio, la pianta longitudinale di San Salvador è composta da tre campate indipendenti coperte da quattro cupole minori, secondo uno schema riconducibile proprio ai modelli bizantini.

 

Le facciate riscoprono i motivi dell'antichità, come pronai, frontoni e archi trionfali. Un primo esempio è da ricercare nella facciata diSanta Maria Novella, disegnata sempre dall'Alberti. Diversamente, il Palladio innalzò dei prospetti fondendo insieme due facciate derivate dai templi classici, poste rispettivamente a chiusura della navata centrale e dinnanzi a quelle laterali.

 

 

La biblioteca

 

Interno dell'Aula del Nuti dellaBiblioteca Malatestiana
 

 

La soluzione a tre navate con volta, adottata per la Malatestiana di Cesena e per quella di San Marco a Firenze, divenne un modello per la successiva costruzione di rinomate biblioteche monastiche italiane; per citarne alcune, si tratta delle biblioteche del convento Santa Maria delle Grazie a Milano (1469), di San Domenico a Perugia (1474) e del convento benedettino di San Giovanni a Parma (1523). Il successo di questa forma continuò fino al momento in cui l'evoluzione dei canoni rinascimentali impose, nei primi decenni del Cinquecento, una soluzione che privilegiasse l'unità dello spazio, con conseguente rinuncia alla ripartizione in navate (Biblioteca Laurenziana di Michelangelo a Firenze).

 

 

La città 

 

Pianta di Sforzinda

Nel periodo medievale l'
urbanistica aveva un'impostazione molto pragmatica; invece, nel Rinascimento essa assume un carattere scientifico-teorico, sforzandosi di unire tra loro le esigenze umane, quelle difensive (si veda la voce sullefortificazioni alla moderna), l'estetica, la simbologia ed il centralismo signorile.

 

A partire dal XV secolo, in Italia e gradualmente in tutta Europa furono progettate numerose città fortificate con piante regolari e bastioni di forma triangolare. La pianta stellare, derivata dalle strutture centralizzate del Rinascimento, è presente nel disegno diSforzinda, la città ideale descritta dal Filarete nel suo trattato d'architettura. La figura di base è una stella con otto punte inscritta in un fossato circolare; dal centro dell'abitato si irradiano sedici vie, unite da un anello viario intermedio, mentre la piazza principale è ancora legata alla tradizione medioevale, con il castello e la chiesa che si fronteggiano in uno spazio di forma rettangolare.

 

Nel 1480, Francesco di Giorgio Martini presentò un disegno per una città ideale posta simmetricamente attorno ad un canale rettilineo; il complesso è riconducibile ad un ottagono allungato, con due possenti bastioni destinati alla difesa dell'abitato. In ciascuna parte della città è situata una piazza rettangolare, chiusa su ogni lato e senza alcun affaccio diretto sul fiume. Poche città fortificate secondo il modello sforzindo vennero edificate in senso stretto (conformazione a stella ecc.): fra queste vale la pena citare la città di Palmanova.

 

Una fusione tra la visione utopica rinascimentale ed uno schema più funzionale si registra ad Amsterdam solo all'inizio del Seicento, quando, attorno alla vecchia città, vennero realizzati una serie di canali poligonali, attorno ai quali sorsero strette case a schiera e magazzini, protetti da una cinta fortificata lunga circa otto chilometri.

 

 

Gli artisti e le opere paradigmatiche 

 

Il primo Rinascimento 

 

Veduta della Cupola del Brunelleschi,Firenze
 

 

Il punto di svolta, che segna il passaggio dall'architettura gotica e quella rinascimentale, coincide con la realizzazione della cupola del Duomo di Firenze.Eppure l'opera non può essere considerata veramente rinascimentale, poiché alla base della sua concezione sono presenti gran parte di quei principi costruttivi ereditati dal secolo precedente. La cupola, a pianta ottagonale, avrebbe dovuto completare la cattedrale fiorentina, la cui ricostruzione era cominciata nel 1296 sotto Arnolfo di Cambio; tuttavia, l'impossibilità di disporre di robuste centine e travi di legno in grado di sostenerne l'enorme peso della copertura, impedirono per lungo tempo la conclusione dell'opera. Filippo Brunelleschi cominciò ad interessarsi alla questione sin dal 1404, quando fu chiamato per la prima volta a riflettere sul cantiere della cattedrale, ma fu solo nel 1417 che dedicò gran parte dei suoi studi alla risoluzione del problema. L'analisi dell'architettura romana (in particolare del Pantheon) e la diretta conoscenza delle tecniche costruttive gotiche, permisero a Brunelleschi di portare a termine, tra il 1420 ed il1436, la più grande cupola in muratura mai costruita fino ad allora. La struttura della cupola è costituita da una serie di costoloni verticali a sesto acuto, uniti trasversalmente da otto costole orizzontali; al fine di alleggerire il peso della muratura, l'intero organismo è formato da due calotte sovrapposte, che furono eseguite orizzontalmente, circolo dopo circolo, secondo una tecnica desunta dall'osservazione delle rovine romane.

 

 

Spedale degli InnocentiFirenze
 

 

Basilica di Santo SpiritoFirenze
 

 

Ciononostante, la prima opera pienamente rinascimentale è lo Spedale degli Innocenti diFirenze, progettato dallo stesso Brunelleschi e cominciato nel 1419. La facciata è composta da un leggero colonnato al piano inferiore, con colonne corinzie che sostengono, mediante archi a tutto sesto, il piano superiore, dove si aprono finestre sormontate datimpani modanati. L'esigenza di garantire un'adeguata illuminazione degli ambienti posti al piano terreno si concretizzò nella riduzione delle strutture portanti del loggiato, secondo un modulo campata basato sul cubo e sull'impiego di volte a vele. Se i timpani del registro superiore mostrano una derivazione dal repertorio romano, le proporzioni snelle delle colonne e degli archi sono assai distanti da quelle del Colosseo, pur differenziandosi nettamente dalle forme delle arcate gotiche; la loro origine è da ricondursi ai motivi protorinascimentalidella facciata di San Miniato al Monte, che, in pieno Medioevo, aveva già accolto alcuni caratteri riconducibili all'epoca romana.

 

Lo schema adottato nel portico dello Spedale degli Innocenti si ripete anche lungo le navatedella basilica fiorentina di San Lorenzo, eseguita sotto la direzione di Brunelleschi contemporaneamente all'annessa Sagrestia Vecchia. La pianta di San Lorenzo deriva dai modelli medioevali di Santa Croce e Santa Maria Novella; essa è a croce latina, con tre navate e cappelle laterali poco profonde, terminanti in un coro quadrato affiancato da altre cappelle disposte secondo l'uso gotico. Ancora una volta, i colonnati delle navate sostengono una teoria di volte a vela, che, essendo prive di costoloni sulle diagonali, esaltano la leggerezza della struttura portante e migliorano la visione prospetticadell'insieme.

 

Gli studi di Brunelleschi sulla prospettiva confluirono anche nella basilica di Santo Spirito, progettata tra il 1428 ed il 1432. Qui l'impianto è ancora a croce latina, ma il classicismo, basato su un rigoroso rapporto tra le parti, si fa più avanzato. Le cappelle laterali assumono una forma semicircolare e si estendono uniformemente fino a chiudere il coro della chiesa, cancellando così ogni traccia goticizzante. La sinuosa conformazione interna avrebbe dovuto essere mostrata anche all'esterno, ma essa, dopo la morte dell'architetto, fu celata all'interno di muraglioni rettilinei.

 

Cappella dei PazziFirenze
 

 

Rispetto alle due basiliche fiorentine, un legame ancora più forte intercorre tra la citata Sagrestia Vecchia e la Cappella dei Pazzi, due sistemi a pianta centrale che Brunelleschi ideò prima di dedicarsi a Santa Maria degli Angeli (incompleta). La Sagrestia Vecchia di San Lorenzo è costituita da un invaso cubico, coperto da una cupola emisferica e affiancato da una sorta di coro che riprende le forme, in scala minore, dello spazio principale. Una conformazione simile si ritrova nella Cappella dei Pazzi, presso Santa Croce, dove la figura di pianta è però un rettangolo. Malgrado ciò, l'ambiente interno è ricondotto al quadrato mediante la formazione di profonde arcate laterali sulle quali è impostata la cupola su pennacchi. In entrambi i casi, le decorazioni sono affidate ad elementi in pietra serena, posti cromaticamente a contrasto col candore delle superfici, in uno stile che rifiuta ogni contaminazione con pittura e scultura (ad eccezione dell'apporto della terracotta invetriata di Luca della Robbia) e che la critica ha definito come "lineare".

 

Il linearismo non si limitò alle sole opere del Brunelleschi e dei suoi seguaci minori, ma influenzò profondamente i maggiori architetti del secolo, come Michelozzo, Filarete, Giuliano da Maiano, Antonio da Sangallo il Vecchio ed altri.

 

 

Palazzo Medici RiccardiFirenze
 

 

Nel Michelozzo la componente lineare è riscontrabile nella Biblioteca del Convento di San Marco, una struttura a tre navate sorretta da archi a tutto sesto. Inoltre, il tema del portico degli Innocenti torna nel cortile di Palazzo Medici Riccardi, che Michelozzo iniziò nel 1444. Il colonnato è a pianta quadrata, con gli angoli che si congiungono sopra un'unica colonna, mentre le finestre dei piani superiore si aprono in corrispondenza del centro delle arcate. La facciata principale invece fu risolta con l'applicazione di un bugnato rustico, di intensità decrescente verso la sommità. Ricollegabili a questi schemi sono numerosi palazzi dell'epoca, come il Palazzo Strozzi (il cui disegno è stato attribuito a Benedetto da Maiano), il Palazzo Pazzi-Quaratesi ed il Palazzo Gondi, tutti risalenti alla seconda metà del XV secolo; invece, un diverso paramento esterno si preannuncia già nel 1446 nella facciata delPalazzo Rucellai, di Leon Battista Alberti, alla quale si rifà il Palazzo della Cancelleria di Roma, compiuto tra il 1486 ed il 1496.

 

 

Palazzo RucellaiFirenze
 

 

L'Alberti, di quasi trent'anni più giovane di Brunelleschi, era nato a Genova da una famiglia fiorentina in esilio; umanista e profondo conoscitore del latino, si recò presto a Firenze, dove conobbe i più importanti artisti del primo Rinascimento, come lo stesso Brunelleschi, Donatelloe Masaccio, così da poter scrivere un trattato sulla pittura. Studiò Vitruvio e le antiche rovine romane; queste conoscenze lo indussero a cominciare, verso il 1443, un proprio trattato d'architettura: il De re aedificatoria. Non sorprende allora che il prospetto di Palazzo Rucellai scaturisca dall'osservazione del Colosseo, con tre ordini di semipilastri addossati alla parete che ripropongono la successione degli ordini classici (dorico, ionico, corinzio, nel caso romano). In realtà, le lesene del piano terreno non sono né doriche né tuscaniche, mentre quelle dei registri superiori sono riconducibili al corinzio.

 

 

Sant'AndreaMantova
 

 

Nello stesso periodo lavorò alla ricostruzione della chiesa di San Francesco, a Rimini, nota come Tempio Malatestiano. Ispirandosi agli archi di Costantino a Roma e di Augusto a Rimini, Alberti applicò in facciata il tema dell'arco trionfale. Il progetto non fu eseguito interamente; la chiesa avrebbe dovuto essere coronata da una grande cupola, non eseguita, ed i lavori furono interrotti quando la parte superiore del prospetto era stata appena sbozzata. Nel raccordo tra la navata maggiore e quelle laterali, più basse, Alberti avrebbe applicato due volute, in una soluzione non distante da quella che lo stesso architetto impiegò per il completamento della facciata di Santa Maria Novella, a Firenze(ultimata nel 1470).

 

A partire dal 1460 l'Alberti si occupò della costruzione di due chiese mantovane: San Sebastiano e Sant'Andrea. Nella prima introdusse una croce greca, desunta dalla tradizione paleocristiana e da alcune tombe romane; tuttavia l'edificio non fu portato a termine secondo il disegno albertiano e l'attuale facciata risulta profondamente alterata. Maggiore importanza assunse il cantiere di Sant'Andrea, il cui prospetto principale fu schermato con un arco trionfale sormontato da un frontone. L'interno perde ogni riferimento all'architettura del Brunelleschi e a quella paleocristiana: lo spazio è articolato da possenti arcate laterali, ove sono collocate le cappelle, che sostengono la volta a botte di copertura, in una configurazione simile a quelle proposte negli edifici termali e nelle basiliche di epoca romana.

 

 

Duomo di Pienza
  

L'influenza dell'Alberti è evidente negli edifici di Pienza, dove papa Pio II (al secolo Enea Silvio Piccolomini) avviò, sotto la direzione di Bernardo Rossellino, uno dei primi riassetti architettonici ed urbanistici della storia del Rinascimento (si veda la voce Urbanistica di Pienza). Al centro dell'abitato è situata una piazza di forma trapezoidale, dominata, sul lato maggiore, dallacattedrale; il Palazzo Piccolomini si erge alla sua destra, mentre sugli altri lati si trovano ilPalazzo Vescovile ed il Municipio. Il Palazzo Piccolomini segue il modello del citato Palazzo Rucellai, ma con alcune differenze, soprattutto sul retro, dove fu costruito, su indicazione dello stesso pontefice, un loggiato su tre ordini aperto sul giardino e sullo sconfinato paesaggio delle colline toscane. La corte interna è conforme allo schema adottato da Michelozzo nel suo Palazzo Medici, presentando quindi finestre troppo ravvicinate in prossimità degli angoli.

 

Una migliore soluzione al problema della conformazione dell'angolo si trova nel cortile, incompleto, di Palazzo Venezia a Roma, dove alle esili colonne si sostituiscono robusti pilastri con semicolonne addossate collocate su alti basamenti; l'elemento angolare è così formato da un pilastro ad "L", secondo una soluzione tipicamente albertiana per la sua derivazione da un prototipo classico, quale ad esempio il Colosseo o il Teatro di Marcello. Inoltre, l'edificio assume particolare importanza per l'introduzione di finestre a croce e per la messa in opera, per la prima volta dalla fine dell'epoca romana, del calcestruzzo.

 

 

Corte del Palazzo DucaleUrbino
 

 

Loggia del Maschio AngioinoNapoli
 

 

Un'ulteriore evoluzione del conflitto angolare si osserva nel Palazzo Ducale di Urbino, il cui autore fu probabilmente Luciano Laurana; qui, i lati del cortile poggiano su pilastri ad "L", affiancati da semicolonne dalle quali partono gli archi del porticato. Invece, il fronte principale del complesso è composto da due torri circolari e da una serie di loggette sovrapposte.

 

Ritroviamo questo motivo nell'arco che Alfonso d'Aragona volle erigere sulla facciata del Maschio Angioino a Napoli. L'opera, attribuita ancora a Laurana, ebbe una notevole influenza sull'architettura napoletana dell'epoca, tanto che Giuliano da Maiano progettò la Porta Capuana ricorrendo ancora al tema dell'arco trionfale. Nella città partenopea, ancora a Giuliano sono attribuiti il Palazzo Como e soprattutto la scomparsa Villa di Poggioreale, la cui configurazione planimetrica, basata su un quadrato con una torre su ogni angolo, fu un paradigma per numerose ville, non solo in Italia.

 

Altra figura di grande rilievo degli ultimi decenni del XV secolo fu Francesco di Giorgio Martini, che proprio all'Alberti e a Vitruvio si ispirò nella stesura del suo trattato di architettura ed ingegneria militare. Tra i pochi edifici attribuitigli, merita di essere ricordata lachiesa di Santa Maria del Calcinaio, nei pressi di Cortona, commissionatagli nel 1484. È caratterizzata da una perfetta corrispondenza tra l'interno e l'esterno; inoltre, la pianta, a croce latina, è una diretta applicazione delle proporzioni antropomorfe esposte da Francesco di Giorgio nel suo trattato.

 

 

Palazzo dei DiamantiFerrara
  

Tuttavia, le proporzioni interne della chiesa del Cacinaio non reggono il confronto con quelle dellachiesa di Santa Maria delle Carceri a Prato, diGiuliano da Sangallo. Fiorentino, Giuliano da Sangallo lavorò anche Roma, dove si vide preferireBramante per l'esecuzione della nuova basilica vaticana. Le sue opere principali, oltre alla suddetta chiesa, sono la Villa medicea di Poggio a Caiano e la Sagrestia di Santo Spirito a Firenze. In particolare, Santa Maria delle Carceri mostra una pianta a croce greca, reintrodotta dall'Alberti in San Sebastiano, mentre le decorazioni interne sono ereditate dallo stile di Brunelleschi. All'esterno invece, mancando un precedente brunelleschiano, il Sangallo introdusse uno schema su due ordini, lievemente compresso data l'altezza limitata delle pareti, che comunque mal si sarebbero adattate all'impiego di un solo ordine.

 

Gli ultimi anni del Quattrocento offrono un notevole esempio di concezione urbanistica nella città di Ferrara, il cui piano di espansione fu progettato da Biagio Rossetti per volontà di Ercole I d'Este. A partire dal 1471, il Rossetti diresse la realizzazione di una serie di nuovi assi quasi ortogonali tra loro, fondendo insieme la città vecchia con le nuove addizioni. A margine del punto d'incontro di due arterie principali, costruì il Palazzo dei Diamanti, che contrappone, alla compattezza dell'esterno, un'articolata volumetria interna. Il rivestimento esterno è affidato ad un caratteristico bugnato a forma di punte di diamante, un elemento che ad esempio ritroviamo anche a Napoli, nel Palazzo Sanseverino, poi trasformato nella chiesa del Gesù Nuovo.

 

 

Il pieno Rinascimento

 

Se il primo Rinascimento fu fondamentalmente toscano, il pieno Rinascimento divenne essenzialmente romano grazie all'opera diBramante, Raffaello e Michelangelo.

 

 

Chiostro di Santa Maria della PaceRoma
 

 

Tra essi il più anziano era Bramante, che, prima di trasferirsi a Roma, si era formato come pittore ed aveva lavorato a Milano. L'architettura lombarda, fino alla metà del XV secolo, era ancora influenzata dallo stile gotico, ma l'arrivo di artisti quali Michelozzo, Filarete eLeonardo da Vinci aveva determinato una progressiva svolta. Ad esempio, tra il 1461 ed il1470, Filarete aveva eseguito il progetto dell'Ospedale Maggiore di Milano, un vasto edificio dotato di cortili regolari, nei cui alzati sussistevano però alcuni dettagli medioevali; analoghi giudizi possono essere formulati per alcune opere di Giovanni Antonio Amadeo, ovvero laCappella Colleoni di Bergamo e la Certosa di Pavia, dove l'architetto aveva lavorato verso la fine del Quattrocento.

 

Bramante era giunto a Milano intorno al 1477, dedicandosi quindi al coro di Santa Maria presso San Satiro (che lo mostra pienamente padrone del linguaggio prospettico quattrocentesco) ed innalzando la Tribuna di Santa Maria delle Grazie (1492). Quest'ultima ha una pianta centrale e ripropone, in diversa scala, i motivi della Sagrestia Vecchia di Filippo Brunelleschi; tuttavia, l'eccessivo sviluppo in altezza e l'esuberanza decorativa di gusto lombardo, quest'ultima presumibilmente imputabile alle maestranze che eseguirono i lavori dopo la partenza dell'architetto per Roma, contrastano con la razionalità dell'impianto brunelleschiano.

Tempietto di San Pietro in Montorio,Roma
 

 

Quando Bramante si trasferì a Roma, nel 1499, il suo stile mutò radicalmente, assumendo un carattere più austero, riscontrabile sin nelle prime opere, come il Chiostro di Santa Maria della Pace ed il Tempietto di San Pietro in Montorio. Infatti, il chiostro presenta, al pian terreno, pilastri con lesene e archi a tutto sesto, mentre, al piano superiore, è impostata una loggiaarchitravata sostenuta da agili colonne ioniche. Il Tempietto di San Pietro in Montorio, risalente al 1502, è il "primo monumumento del pieno rinascimento in contrasto col protorinascimento, ed è un vero monumento, cioè una realizzazione più plastica che strettamente archittonica".Esso fu costruito nel luogo in cui, secondo la tradizione, era stato crocifisso san Pietro; il piccolo edificio fu quindi concepito come una sorta di martyrium paleocristiano e progettato su modello dei templi peripteri a pianta centrale dell'antichità. Il disegno originario, non portato a termine, prevedeva la formazione di un cortile porticato, di forma circolare, tutto intorno al tempietto, con una serie di nicchie e cappelle ricavate lungo il perimetro del colonnato.

 

Progetto bramantesco per San PietroRoma
 

 

Dopo essersi occupato della sistemazione del cortile del Belvedere, in Vaticano (in seguito alterato), Bramante fu impegnato nella ricostruzione della basilica di San Pietro. Egli non lasciò un progetto definitivo della basilica, ma è opinione comune che le sue idee originarie, influenzate dagli studi intrapresi da Leonardo da Vinci sulle chiese a pianta centrale, prevedessero un rivoluzionario impianto a croce grecacon quattro absidi, così simmetrico che in pianta non è indicata neanche la presenza dell'altare maggiore. Al centro del complesso doveva sorgere una cupola, affiancata da quattro cupole minori e da altrettanti campanili; all'interno, le cappelle laterali vengono pensate come ulteriori organismi a croce greca, posti lungo il percorso dell'ambulacro ricavato tra il perimetro della chiesa ed i pilastri di sostegno della cupola maggiore. Alla morte del Bramante (1514) furono avanzate due diverse proposte per il compimento dell'opera: Raffaello Sanzio sosteneva il ritorno all'impianto longitudinale della basilica paleocristiana, invece Baldassarre Peruzzi rimaneva sostanzialmente fedele alla soluzione della pianta centrale. L'incertezza instauratasi sul completamento della basilica derivava dal molteplice utilizzo di forme diverse, sperimentate dallo stesso Bramante e da altri progettisti in numerosi edifici religiosi.

 

 

San BiagioMontepulciano
 

 

Progetto di Michelangelo per la basilica di San Pietro, Roma (Dupérac)
 

 

A questi modelli sono riconducibili le chiese di Sant'Eligio degli Orefici in Roma, San Biagioa Montepulciano e Santa Maria della Consolazione a Todi. La prima, alla quale è collegato spesso il nome di Raffaello, probabilmente fu cominciata dal Bramante nel 1509 con l'aiuto del primo, data la somiglianza del soggetto con la Scuola di Atene. Strettamente legata a San Pietro è la chiesa di San Biagio, progettata da Antonio da Sangallo il Vecchio ed innalzata a partire dal 1518. Due campanili sarebbero dovuti sorgere sui fianchi della facciata, ma solo il primo fu portato a termine ed il secondo fu solo avviato. Anche in questo caso la pianta è una croce greca, lievemente allungata presso l'abside. Ancor più semplice è l'impostazione del Tempio della Consolazione, la cui pianta è assai simile ad un disegno di Leonardo da Vinci; l'edificio fu realizzato sotto la direzione di Cola da Caprarola, ma la paternità del progetto è stata attribuita, non senza incertezze, a Bramante.

 

Una mediazione tra gli schemi centralizzati e quelli longitudinali appare nel disegno diAntonio da Sangallo il Giovane per il compimento della basilica vaticana. Sangallo, nominato da papa Paolo III architetto capo della fabbrica, innestò, davanti ad un impianto centralizzato, un avancorpo affiancato da due altissime torri campanarie che inquadravano la cupola a doppio tamburo. Il disegno, tradotto in un grandioso modello ligneo (1539), non fu concretizzato. Nel 1546 Michelangelo Buonarroti subentrò alla direzione dei lavori e, volendo sottolineare maggiormente l'impatto della cupola, tornò alla pianta centrale, annullando però la perfetta simmetria studiata da Bramante. Michelangelo, secondo la presunta ricostruzione del suo progetto eseguita da Étienne Dupérac in una serie di incisioni, concepì una croce centrata su un ambulacro quadrato, semplificando quindi la concezione dello spazio interno; in questo modo il fulcro del nuovo progetto sarebbe stata la cupola, ispirata nella concezione della doppia calotta a quella progettata da Filippo Brunelleschi per la cattedrale fiorentina diSanta Maria del Fiore. Ciononostante, le vicende legate al cantiere della basilica trovarono soluzione solo nel XVII secolo, in epoca barocca, quando Carlo Maderno mutò la pianta michelangiolesca in uno spazio longitudinale.

 

Durante la sua attività Bramante si interessò anche ai temi dell'architettura civile. Il suo Palazzo Caprini (distrutto), noto anche comeCasa di Raffaello, risale al 1508; esso può essere considerato uno dei paradigmi del palazzo cinquecentesco. L'opera riprende le caratteristiche dei modelli fiorentini, ovvero il bugnato di Palazzo Medici Riccardi e gli ordini architettonici di Palazzo Rucellai, ponendoli rispettivamente al primo e al secondo piano della facciata; le bugne sono disposte intorno alle aperture ad arco del registro inferiore, mentre l'ordine architettonico si traduce in una serie di colonne binate che sorreggono la trabeazione. Questo schema fu imitato in diversi edifici, tra i quali occorre ricordare alcuni palazzi di Raffaello e dei suoi allievi (Palazzo Vidoni Caffarelli in Roma), di Michele Sanmicheli (palazzi Pompei e Canossa a Verona) e Andrea Palladio (palazzi Civena, Porto e Thiene, a Vicenza).

 

 

Palazzo FarneseRoma
 

 

Palazzo NuovoRoma
 

 Un'altra tipologia di edifici residenziali è riconducibile al Palazzo Farnese, eseguito in gran parte da Antonio da Sangallo il Giovane e completato da Michelangelo. Il palazzo, libero su quattro lati, rifiuta sia il bugnato che gli ordini architettonici, ma riprende le aperture sormontate da architravi e timpani proposte da Bramante nella Casa di Raffaello. Al centro della pianta si apre un cortile quadrato, che mostra, in alzato, i primi due ordini del Teatro di Marcello; il progetto iniziale prevedeva tre serie di arcate sovrapposte, ma quelle del terzo piano furono abolite e quelle intermedie chiuse per l'intervento di Michelangelo. L'accesso al cortile avviene mediante un androne a tre navate, con quella centrale coperta da una volta a botte, tale da far assumere alla galleria la forma in sezione di una serliana.

 

Lo stesso Michelangelo, dopo il 1538, iniziò ad interessarsi della sistemazione di piazza del Campidoglio, i cui lavori cominciarono nel 1546. Nella figura in pianta dovette però tener conto degli edifici preesistenti, che lo indussero ad ideare un impianto di forma trapezia, delimitato verso il Foro Romano dal Palazzo Senatorio e, lungo i lati inclinati, dal Palazzo Nuovo e da quello speculare dei Conservatori. Malgrado le modifiche apportate da Giacomo Della Porta, nel paramento dei due edifici minori Michelangelo introdusse il motivo dell'ordine gigante al fine di legare insieme i due piani delle costruzioni.

 

Invece, la tipologia della villa di campagna trova un importante paradigma nella Villa Madama, iniziata intorno al 1517; attribuita a Raffaello, essa è il frutto di molteplici interventi condotti da Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi, Giulio Romanoed altri. Secondo il progetto originario doveva essere recintata da un muro desunto dalle costruzioni termali romane, all'interno del quale avrebbero dovuto inserirsi i vari ambienti della residenza, le terme, il teatro, il giardino, la peschiera ed i magazzini. Il piano non fu attuato interamente, ma nonostante ciò costituì un modello per diverse ville romane, per l'opera diGiulio Romano e per le ville palladiane.

 

 

Basilica PalladianaVicenza
 

 

Palazzo ChiericatiVicenza
  

Chiudono il classicismo cinquecentesco alcune architetture di Andrea Palladio. Nato aPadova nel 1508, Palladio divenne il progettista più importante della Repubblica di Venezia, dove costruì ville, palazzi e chiese in uno stile altamente personale, basato sull'impiego di un ricco repertorio classico che oscurò l'autorità romana in campo architettonico. Pubblicò il trattato I quattro libri dell'architettura (1570) e le sue fabbriche ispirarono edifici anche nei secoli seguenti, fino all'Ottocento (Palladianesimo).

 

Della sua vasta produzione è utile ricordare innanzitutto il restauro del Palazzo della Ragionedi Vicenza, oggi noto col nome di Basilica Palladiana. L'edificio era stato compiuto nel 1460 e nel 1494 era stato aggiunto un portico esterno simile a quello del Palazzo della Ragione di Padova. A seguito del crollo parziale del lato di sud-ovest, per il suo restauro furono interpellati i più importanti architetti della regione, fino a quando, nel 1546 fu definitivamente approvato il progetto di Andrea Palladio, che si limitava al rifacimento del loggiato esterno, lasciando immutato il nucleo preesistente. La soluzione proposta da Palladio, messa in atto dal 1549, è una struttura in grado di tener conto dei necessari allineamenti con le aperture e i varchi originari; il sistema si basa su due ordini di serliane, composte da archi a luce costante affiancati da aperture laterali rettangolari di larghezza variabile e quindi in grado di assorbire le differenze di ampiezza delle campate, ereditata dai cantieri precedenti.

 

Vicina alla basilica vicentina è un'altra opera che Palladio innalzò nella medesima città nel1550: il Palazzo Chiericati. La facciata è schermata da due colonnati sovrapposti, raccordati all'edificio per mezzo di arcate laterali a tutto sesto; nella concezione originaria del complesso edilizio, la parte centrale del loggiato superiore avrebbe dovuto essere vuota, ma nell'edificio realizzato fu chiusa con una sottile membratura, lasciando solo i vuoti per le finestre a timpano. L'invenzione palladiana sta nella presenza di una specie di avancorpo, ottenuto raddoppiando, in senso trasversale e longitudinale, le colonne laterali della parte centrale.

 

 

Villa Almerico Capra detta "La Rotonda"Vicenza
 

 

San Giorgio MaggioreVenezia
 

 

Quanto alle ville, la produzione dell'architetto veneto trae origine da una residenza progettata dal suo mecenate, Gian Giorgio Trissino.Analizzando le numerose residenze di campagna ideate da Palladio, lo storico Ackermann ha individuato tre tipologie di ville: quelle prive di portico e disadorne, risalenti agli anni giovanili (ad esempio le ville Pojana, Forni Cerato e Godi); quelle con blocco alto due piani, ornate con portico a due ordini chiuso da un frontone (come le ville Pisani e Cornaro); infine quelle formate da un fabbricato centrale contornato da ali per usi agricoli (come le ville Barbaro, Badoer ed Emo).

 

Certamente, indipendentemente dalla classificazione, la più significativa realizzazione palladiana è la Villa Almerico Capra, costruita a Vicenza nella seconda metà del Cinquecento. Si tratta di un edificio a pianta quadrata, perfettamente simmetrico ed inscrivibile in un cerchio. Essa fu tra le prime costruzioni profane dell'era moderna ad avere come facciata un fronte di un tempio classico; infatti, ognuno dei quattro prospetti è dotato di un pronao con un loggiato esastilo posto su un alto podio, così da far assumere alla villa anche la forma di una croce greca.

 

Negli ultimi anni di vita Palladio si dedicò alla progettazione di due grandi chiese veneziane: la basilica di San Giorgio Maggiore e la Chiesa del Redentore. A queste opere si sommano il disegno per la facciata di San Francesco della Vigna e la chiesa, poi ampiamente rimaneggiata, delle Zitelle. Caratteristiche di queste fabbriche religiose sono le facciate cosiddette a "doppio tempio", che offrono una soluzione al duplice problema di adattare una basilica antica in un luogo di culto cristiano e di raccordare le navate laterali a quella centrale, più alta. Come è stato osservato precedentemente, nel primo Rinascimento alcune soluzioni furono indicate da Leon Battista Alberti nelle basiliche di Sant'Andrea eSanta Maria Novella. In seguito, nel progetto di Santa Maria presso San Satiro, Bramante propose di unire le navate mediante due timpani, secondo uno schema però ancora difforme da quello ideato da Palladio; quest'ultimo attuò una maggiore fusione tra le parti, collocando il fronte di un primo tempio classico dinnanzi alla navata centrale ed un secondo tempio, di altezza inferiore, davanti alle navate laterali. Questo schema risulta particolarmente evidente nelle chiese di San Giorgio Maggiore (1565) e San Francesco della Vigna (1562); invece, nel Redentore l'elevata altezza della navata centrale e la presenza di contrafforti lungo i fianchi determinarono la presenza di un attico alla sommità della facciata.

 

 

Il Manierismo 

 

Palazzo Massimo alle ColonneRoma
 

 

Il Manierismo è considerato dagli storici l'ultima fase del Rinascimento, preceduta da quelle dell'Umanesimo fiorentino e del Classicismo romano; tuttavia, se le prime due fasi sono temporalmente distinguibili, altrettanto non può dirsi per il Classicismo ed il Manierismo, che coesistettero sin dagli inizi del XVI secolo.

 

Caratteristiche dell'architettura manierista sono il rifiuto dell'equilibrio e dell'armonia classica, mediante la contrapposizione tra norma e deroga, natura e artificio, segno e sottosegno. Le leggi elementari perdono significato: il carico non ha peso, mentre sul sostegno non grava alcunché; la fuga prospettica non si conclude in un punto focale, come nel barocco, ma termina nel nulla; infine, gli organismi verticali simulano un equilibrio che in realtà è "oscillante". Dal punto di vista decorativo, il Manierismo segna il ritorno in auge dellegrottesche, pitture incentrate su rappresentazioni fantastiche di epoca romana; riscoperte durante alcuni scavi archeologici nella Domus Aurea, divennero fonte d'ispirazione per l'apparato ornamentale di numerosi edifici e influenzarono anche l'architettura (Palazzo Zuccari a Roma, Parco dei Mostri a Bomarzo ed altre).

 

 

Palazzo TeMantova
 

 

Il punto di partenza dell'architettura manierista è la Villa Farnesina, in Roma, costruita daBaldassarre Peruzzi intorno al 1509, dove un fregio riccamente ornato posto alla sommità dell'edificio preannuncia un primo mutamento dei gusti. Dello stesso Peruzzi è il disegno delPalazzo Massimo alle Colonne (1532), con una facciata dall'andamento curvilineo ed uno oscuro portico d'accesso che contrasta con il candore del registro superiore del prospetto.

 

Pure in alcune opere Michele Sanmicheli, Jacopo Sansovino e Andrea Palladio la critica ha colto una componente manierista, ma i principali esponenti della corrente furono Giulio Romano e Michelangelo Buonarroti. Al primo si deve il Palazzo Te a Mantova, caratterizzato da elementi rustici che si uniscono agli ordini architettonici nelle facciate laterali. Altra sua opera significativa è il cortile della Cavallerizza nel Palazzo Ducale di Mantova, con pareti rustiche e colonne tortili.

 

 

Grotta GrandeFirenze
 

 

Le opere di Michelangelo che meglio illustrano le caratteristiche del Manierismo sono laSagrestia Nuova (terminata nel 1534) e la Biblioteca Medicea Laurenziana (progetto del 1523), entrambe a Firenze. La prima riprende la pianta della vicina Sagrestia Vecchia, ma gli elementi brunelleschiani sono elaborati in senso plastico, fondendosi con l'apparato scultoreo. Invece, nella Biblioteca Laurenziana, alla luminosa e misurata sala di lettura è anteposto un vestibolo in cui si ribaltano le proporzioni, con alte pareti configurate come facciate di palazzo rivolte verso l'interno.

 

Come Michelangelo, altri artisti toscani produssero fabbriche di stampo manierista, tra cui il cortile di Palazzo Pitti di Bartolomeo Ammannati, la Grotta Grande del Buontalenti ed il complesso degli Uffizi di Giorgio Vasari.

 

Una fusione tra temi classicisti e manieristi si avverte nell'architettura di Jacopo Barozzi da Vignola, che nel 1550 realizzò una piccola chiesa romana a pianta ellittica lungo la via Flaminia (Sant'Andrea sulla via Flaminia). In seguito lavorò alla Villa Giulia e, intorno al 1558, trasformò un fortilizio iniziato da Antonio da Sangallo il Giovane in una delle più interessanti creazioni dell'epoca: il Palazzo Farnese di Caprarola. La sua opera più celebre resta comunque la chiesa del Gesù di Roma, dove, rifacendosi alla basilica mantovana di Sant'Andrea, realizzò un'architettura destinata ad "esercitare un'influenza forse più ampia di qualunque altra chiesa costruita negli ultimi quattrocento anni".

 

 

La diffusione del Rinascimento in Europa 

 

 

Palazzo di Carlo VGranada
 

 

Nel resto d'Europa il Rinascimento si manifestò prevalentemente nella sua variantemanierista, alla quale pertanto si rimanda per un maggiore approfondimento. Infatti, l'Europa quattrocentesca fu prevalentemente gotica, anche se alcune tracce dell'influenza italiana si trovano in Ungheria ed in Russia. Tuttavia, anche nel Cinquecento, fuori d'Italia i principi più genuini dell'arte rinascimentale non furono quasi mai compresi pienamente, se si escludono alcuni edifici di Philibert Delorme, il Palazzo di Carlo V di Granada e pochi altri esempi.

 

Nella Francia cinquecentesca, lo stile italiano inizialmente si limitò al solo apparato decorativo di numerosi castelli. Ad esempio, nel rinnovo e nell'ampliamento del Castello di Blois (1515-1524, furono realizzate finestre a croce (tipiche del Quattrocento italiano) emansarde in stile manierista; invece, ancora alla tradizione medioevale francese si rifanno la copertura fortemente inclinata e la struttura della scala esterna (che fu però decorata secondo il gusto rinascimentale). Analoghe considerazioni possono essere espresse per il Castello di Fontainebleau (1528) e per ilCastello di Chambord (1519-1547). Invece, Sebastiano Serlio, tra i maggiori trattatisti del Cinquecento, prestò la sua opera nel Castello di Ancy-le-Franc e, ispirandosi alla citata villa napoletana di Giuliano da Maiano, progettò un edificio quadrato affiancato da torri angolari, mentre sui fronti del cortile interno impiegò il motivo delle nicchie e dei pilastri binati proposti da Bramante nel Cortile del Belvedere a Roma. A questo schema planimetrico è riconducibile anche la Cour Carrée del Louvre, di Pierre Lescot, i cui fronti furono arricchiti dalle decorazioni di Jean Goujon.

 

 

Queen's HouseGreenwich
 

 

In Spagna, uno degli esempi più significativi d'arte rinascimentale si riscontra nel Palazzo di Carlo V di Granada (1526). Il disegno originario si deve a Pedro Machuca, anche se furono interpellati, senza alcun esito, Andrea Palladio, Galeazzo Alessi, Pellegrino Tibaldi e Vignola. Il palazzo, caratterizzato da una facciata rustica e da un cortile circolare su due ordini di colonnati, si rifà al prospetto del Palazzo Caprini di Bramante e alla corte, mai completata, dellaVilla Madama. Inoltre, ascrivibile al Manierismo è il Monastero dell'Escorial di Madrid, la cui pianta è riconducibile a quella dell'Ospedale Maggiore di Milano; al suo interno sorge una chiesa ispirata allo schema centralizzato di San Pietro in Vaticano.

 

Nei paesi fiamminghi, elementi nordici e rinascimentali, derivati dal Bramante e da Serlio, confluirono nel Municipio di Anversa, edificato tra il 1561 ed il 1566, che divenne il modello per diversi palazzi europei, in particolare olandesi e tedeschi. Ad esso infatti si rifà il Municipio diAugusta, costruito nei primi anni del XVII secolo su progetto di Elias Holl.

 

Nel Seicento l'Inghilterra volse al classicismo con Inigo Jones, che introdusse lo stile palladianonella nazione.[50] In precedenza, dettagli rinascimentali erano stati applicati in alcune residenze di campagna, come Longleat House, Wollaton Hall e Hardwick Hall, ma fu solo con Jones che il classicismo fu pienamente assimilato mediante la costruzione di edifici quali la Queen's House,Banqueting House e la Queen's Chapel.

 

 

Elenco dei principali architetti del Rinascimento 

 

 

  • Filippo Brunelleschi (1377-1446)
  • Michelozzo (1396-1472)
  • Filarete (1400-1469)
  • Leon Battista Alberti (1404-1472)
  • Bernardo Rossellino (1409-1464)
  • Luciano Laurana (1420-1479)
  • Guiniforte Solari (1429-1481)
  • Giuliano da Maiano (1432-1490)
  • Francesco di Giorgio Martini (1439-1501)
  • Benedetto da Maiano (1442-1497)
  • Bramante (1444-1514)
  • Giuliano da Sangallo (1445-1516)
  • Biagio Rossetti (1447–1516)
  • Giovanni Antonio Amadeo (1447-1522)
  • Baccio Pontelli (1450-1494 circa)
  • Giovanni (Francesco) Mormando (1450-1530 circa)
  • Leonardo da Vinci (1452-1519)
  • Antonio da Sangallo il Vecchio (1455-1534)
  • Michelangelo Buonarroti (1475-1564)
  • Sebastiano Serlio (1475–1554)
  • Baldassarre Peruzzi (1481-1536)
  • Raffaello Sanzio (1483-1520)
  • Antonio da Sangallo il Giovane (1484-1546)
  • Michele Sanmicheli (1484-1559)
  • Jacopo Sansovino (1486-1570)
  • Giulio Romano (1499-1546)
  • Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573)
  • Galeazzo Alessi (1508-1572)
  • Andrea Palladio (1508-1580)
  • Bartolomeo Ammannati (1511-1592)
  • Giorgio Vasari (1511-1574)
  • Bernardo Buontalenti (1536-1608)

 

Altre immagini

 

  • Palazzo Strozzi, Firenze

  •  
  • Palazzo Giraud-Torlonia,Roma

  •  
  • Palazzo Ducale, Urbino

  •  
  • Villa Medicea di Poggio a Caiano

  •  
  • Ospedale Maggiore, Milano

  •  
  • Porta Capuana, Napoli

  •  
  • Tempio Malatestiano, Rimini

  •  
  • Santa Maria del Calcinaio, Cortona

  •  
  • San Zaccaria, Venezia

  •  
  • Bramante, cupola di San Pietro, Roma

  •  
  • Teatro Olimpico, Vicenza

  •  
  • Villa Foscari, Mira (Italia)