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Isola di Ustica

da "guidasicilia"

 

 

Chiamata "la perla nera del mediterraneo" l'isola rappresenta la parte emergente di un grande vulcano sommerso e ha un aspetto scuro e aspro.
Fu luogo di sepoltura per i fenici, prigione per i cartaginesi e località di villeggiatura già ai tempi dei romani che la chiamarono Ustum, bruciata, con evidente allusione alla natura del paesaggio.
Fu poi base di pirati saraceni e dominio borbonico, oltre che luogo di confino fino ad epoca recente. 
Ustica dista solo un'ora di aliscafo da Palermo, ed è anche per questo che al migliaio di abitanti che vi risiedono in inverno si aggiungono durante l'estate, soprattutto per il fine settimana, i vacanzieri provenienti dalla capitale ma anche dal resto della Sicilia.



  In giro per l'isola


Il profilo selvaggio e primitivo della natura, che emerge da grotte e calette scavate nella pietra nera, dona all'isola un fascino difficile da comparare e impossibile da dimenticare per chi la visita: con i suoi 9 Kmq di superficie, il suo territorio sfuma sulla costa in un susseguirsi di faraglioni, cavità magmatiche e splendide insenature scolpite dal mare; altrettanta incomparabile bellezza si trova nei suoi fondali incontaminati.

L'isola è la prima riserva marina italiana, un paradiso conosciuto da tutti gli appassionati di attività subacquee non solo per la natura rigogliosa dei suoi fondali ma anche per i numerosi relitti di antichi approdi e naufragi disseminati nelle profondità intorno all'isola. 
Una delle principali attrazioni naturali è la grotta Azzurra, una cavità formata da una volta basaltica ricca di stalattiti e stalagmiti; i processi tellurici e vulcanici che hanno investito l'isola insieme con l'azione degli agenti atmosferici sono stati causa di profonde variazioni plastiche della morfologia del territorio isolano e di "creazioni" naturali di assoluta bellezza. 
Alla origine vulcanica e alla ricchezza di sostanze minerali disciolte l'isola deve anche la presenza di terreni molto fertili, coltivati specialmente a vigneto, grano, fichidindia e capperi (che crescono anche spontanei dappertutto).

Se riuscite a distogliere l'attenzione dal mare, fate un giro per l'isola, per esempio in bicicletta: per esempio una rilassante passeggiata lungo la strada costiera che porta al piccolo acquario, nei pressi della zona di Riserva Integrale "A", dove si possono osservare tutte le specie animali e vegetali della riserva. Anche l'entroterra ha un suo fascino dolce e discreto, ricco di una vegetazione mediterranea lussureggiante e dei chiari colori delle case tradizionali, sparse dappertutto.

Proseguendo la passeggiata, vi consigliamo la visita alla Grotta Rosata, meglio se accompagnati dalle guide, ed un tuffo nelle piscine naturali vicino a Punta Spalmatore, un anfiteatro di roccia dove le acque comunicano con il mare attraverso un passaggio sotterraneo.
Fate anche un'escursione sul versante sud di Ustica, per visitare la fortezza borbonica ed il delizioso museo archeologico che raccoglie interessanti reperti dell'isola. 
 
 La Riserva marina

 

Fino a qualche decennio fa l'isola era molto frequentata dagli amanti della pesca subacquea (alle cernie in particolar modo): nel 1986 nell'isola viene istituita però la prima riserva marina del Mediterraneo.

Vengono così limitate e controllate le attività subacquee, in particolar modo la pesca (vietata ad eccezione di alcune tecniche, se accompagnate dal permesso, in zone stabilite, nelle quali è comunque vietata la navigazione e la balneazione). 

La riserva mira a conservare e studiare l'ambiente marino, qui ancora praticamente intatto, indirizzando l'attività sportiva sull'osservazione dei fondali, ricchissimi di specie vegetali e popolati da numerose varietà ittiche. 
Ma nel mare di Ustica non esistono solo attrazioni naturali: si è molto sviluppata in questi anni anche la ricerca archeologica, con numerosi ritrovamenti, e con la realizzazione nel 1990 dell'itinerario archeologico subacqueo di Punta Gavazzi, uno dei primi esperimenti di percorso guidato e didattico sottomarino, lungo il quale è possibile osservare reperti e relitti, direttamente nel sito originale ove sono stati scoperti. 

 

 Vademecum di viaggio

 

Vi consigliamo di visitare l'isola soprattutto in Giugno, quando ancora non è iniziato il massiccio afflusso di turisti, ma anche per un altro motivo: assistere alla tradizionale "spagliatura" delle lenticchie, la pulizia dei piccoli e saporitissimi legumi tipici dell'isola, effettuata con mezzi e metodi antichi.

E poi il clima già consente, in una atmosfera tranquilla, i bagni, le esplorazioni subacquee e quant'altro è possibile in un mare eccezionalmente pulito, promosso a pieni voti anno dopo anno dai controlli italiani e comunitari.
La Riserva funziona benissimo e propone ai visitatori attività ed iniziative, dalle visite guidate alle escursioni con grandi barche a fondo trasparente.
Alla fine di giugno si svolge l'iniziativa più importante dell'anno, la "Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee" che coinvolge tecnici, esperti ed amatori da tutto il mondo, in una settimana di gare, concorsi, convegni, cinema, spettacoli e intrattenimento.

Tra una escursione ed un bagno di mare dovrete pur mangiare qualcosa… e allora recatevi in una delle deliziose trattorie del centro, con i tavolini all'aperto, o all'ombra dei pergolati. Assaggiate le prelibate polpettine di finocchietti selvatici nel ristorante dell'Ariston o le meravigliose aragoste un po' dappertutto.

Ma se volete fare un'esperienza indimenticabile andate a trovare Mamma Lia, un locale ormai di culto, che coniuga materie prime strepitose con la bravura, l'umiltà e la sapienza della padrona di "casa" e di suo figlio Pino: provate i rigatoni al forno con le melanzane e il pesce spada, i calamari imbottiti di capperi e altri aromi, il tonno in agrodolce. O meglio, fatevi portare tutto, in piccoli assaggi, e non dimenticate la suprema zuppa di lenticchie locali, per finire con gli ottimi gelati fatti in casa. Che esperienza! …