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Noto e il suo barocco

Noto si trova a 32 Km da Siracusa ed a 165 m. sul livello del mare. 
Il territorio circostante è prevalentemente montuoso o collinare, con piattaforme rocciose che degradano progressivamente verso il mare, dove originano spiagge, porticcioli naturali e incantevoli insenature. 
Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e piovosi che si alternano ad estati calde ed asciutte, mitigate dalla ventilazione e dalla frescura che non abbandona mai i rilievi circostanti attraversati da numerosi corsi d'acqua a regime torrentizio.

  In giro per la città

Noto è conosciuta nel mondo per lo straordinario impianto barocco, assolutamente omogeneo ed unitario a causa dell'unità di spazio e di tempo nel quale avvenne la costruzione della nuova città dopo il sisma. 
L'impianto urbanistico della città è impostato su uno schema ortogonale regolare, scandito da assi paralleli tra i quali primeggia il Corso Vittorio Emanuele.

La Chiesa di San Francesco, opera di Vincenzo Sinatra, il Monastero delle Benedettine e l'annessa Chiesa di Santa Chiara, a pianta ellittica, opera di Rosario Gagliardi, introducono alla piazza centrale della città, un autentico gioiello barocco sul quale si allarga la scalinata che porta alla scenografica facciata del Duomo.
L'interno della Cattedrale è rimasto semidistrutto dopo il terribile crollo della cupola e di parte del tetto della navata centrale, e sta per essere ricostruito. 
Di fronte al Duomo si trova il Palazzo Ducezio (sede del Municipio), accanto il Palazzo Landolina ed il Palazzo vescovile, mentre la piazza è chiusa alla fine dall'imponente facciata di San Domenico, ancora del Gagliardi. 

Da ammirare per ricchezza e preziosismi decorativi alcuni palazzi nobiliari dalle imponenti facciate: i più belli sono in prossimità del Duomo e ne fanno quasi cornice, tra questi Palazzo Sant'Alfano, Palazzo Nicolaci di Villadorata, Palazzo Trigona e Palazzo Astuto.
Nella parte alta della città si trova la Chiesa del Crocifisso, altra opera del Gagliardi, al cui interno si ammira la splendida "Madonna della Neve", opera di Francesco Laurana.
Per bellezza ed unicità Noto è stata dichiarata "Patrimonio dell'Umanità" dall'UNESCO.


  Un po' di storia


Il primo insediamento risale all'epoca preistorica come testimoniano le numerose necropoli esistenti sulla collina dell'Alveria. Secondo una leggenda la città fu governata dal principe Ducezio che, con i Siculi, si ribellò alla politica espansionistica di Siracusa. 

Durante il dominio greco nel II secolo a.C. Noto conobbe un fiorente periodo produttivo, mentre sotto i romani gli sforzi principali furono destinati ad una energica opposizione contro le depredazioni di Verre. 
Con la conquista araba dell'anno 866 Noto raggiunse una notevole importanza per la Sicilia tanto da essere nominata capoluogo di una delle tre circoscrizioni in cui era divisa l'isola. 

Il processo di sviluppo continuò per tutto il XV e XVI secolo, fino a quando il terremoto del gennaio 1693 rase al suolo la città che fu poi ricostruita su un'altra altura chiamata collina delle Meti, situata più vicina alla costa.

La ricostruzione avvenne durante tutto il XVIII secolo per opera di numerosi architetti che realizzarono un capolavoro urbanistico dall'inconfondibile stile barocco, di altissima qualità e unico per estensione ed omogeneità.

Nel 1865 la città perse la funzione di capoluogo e lentamente anche il ruolo di protagonista in campo politico ed economico rispetto all'isola, rimanendo in ogni caso un centro di notevole interesse per il suo patrimonio architettonico-artistico, di cui tuttora, seppure sfregiato dall'ingiuria del tempo, si può godere la bellezza.

  Eventi e manifestazioni

La città, ha un ricco calendario di manifestazioni, feste e concorsi. 
Nel periodo invernale, presso il Teatro comunale, si svolge la stagione teatrale, con concerti, operette e commedie. Il 19 febbraio si festeggia il Santo Patrono Corrado Confalonieri, onorato con una spettacolare e imponente processione.
La Settimana Santa è in questa città particolarmente sentita; il suo culmine è nel Venerdì Santo quando si svolge la processione delle Santa Spina, quando la preziosissima reliquia viene portata in processione insieme con il simulacro del Cristo Morto e della Madonna.

La Domenica di Pasqua i simulacri della Vergine e del Cristo Risorto si incontrano in una processione molto partecipata e nel giubilo generale, detta della "Pace".
L'ultima settimana d'aprile sino al primo maggio in città si organizza la Settimana Enogastronomica: un itinerario enologico e gastronomico inserito nell'ambito in un percorso culturale, artistico,monumentale e naturalistico, con de 
gustazione di prodotti tipici della tradizione netina, all'interno dei suggestivi cortili dei palazzi nobiliari e nelle diverse contrade.
Nello stesso periodo si organizza presso l'antica Loggia del Mercato "Vetrina Sicilia" una interessante esposizione di prodotti agro-alimentari.
E non va trascurata a questo riguardo la sublime tradizione di pasticceria e di gelateria della città - sorbetti, paste di mandorla, gelatine, frutta candita, bignè - per la quale non potrete non fare almeno una sosta al Caffè Sicilia di Piazza Duomo. 

La terza domenica di maggio un'altra manifestazione attesissima è la "Primavera Barocca", eventi e concerti, mostre artigianali, sfilate di carrozze d'epoca e carri infiorati culminanti nell' "Infiorata di Via Nicolaci", spettacolare tappeto di fiori allestito da artisti locali lungo tutta la via e che illustra ogni anno scene e temi iconografici differenti.
Una Fiera dell'antiquariato molto attesa si svolge in città il giorno di Pentecoste. 
Da segnalare ancora il prestigioso Festival Internazionale di Musica Barocca, nell'ambito dell'agosto netino, e le esposizioni di antichi presepi tradizionali durante il periodo natalizio.

 
 Itinerari e dintorni


Nei dintorni, a 10 km. dalla Noto moderna, si trova Noto antica, centro siculo poi ellenizzato, ricchissimo in epoca romana e ancora fiorente nel medioevo.
Vale la pena di fare una passeggiata tra i ruderi, affascinanti perché ormai 

avvolti nel folto di una vegetazione che li ha inghiottiti quasi del tutto. Notevole importanza riveste inoltre l'area archeologica di Eloro, l'antico centro fondato dai Siracusani nel VII sec. a.C..

Segnaliamo in particolare il santuario extra-urbano dedicato a Demetra, i tratti della cinta muraria dell'impianto urbano e l'area sacra, i resti dell'Agorà e del teatro.
I reperti di pregio provenienti da quest'area si trovano nel Museo Civico. 
Questo museo è aperto dal 1965 ed una volta era allestito nei locali dell'ex Monastero dello SS. Salvatore, conserva materiale archeologico rinvenuto nel territorio circostante e frammenti d'opere, soprattutto scultoree, provenienti dall'antica Noto, interamente distrutta dal terremoto.

  Vademecum di viaggio


Negli ultimi anni il turismo in città si è andato via via incrementando sia da parte di quei siciliani che hanno preso a riscoprire le straordinarie bellezze architettoniche e paesaggistiche del territorio isolano, sia da parte di visitatori oltre stretto e oltre confine che ritrovano in Noto la culla del barocco, anzi l'unico vero prototipo di "città barocca".

Noto è città d'arte e di cultura, lontana ancora dai grandi flussi 

del turismo cosiddetto "di massa". Di conseguenza non vi si trova il rumoroso susseguirsi di negozietti di souvenir e chincaglierie, i pub, i fast food e le paninerie, che affollano le altre città turistiche dell'isola: fortunatamente sono ancora pochi anche i locali che portano il barocco nell'insegna, per attirare clienti e avventori.
In città si trova qualche discreto ristorante, che offre la interessante cucina del territorio.

Per dormire però è meglio dirigersi verso la vicina località balneare di Noto Marina, meglio attrezzata per l'ospitalità.
Ma se vi affascineranno veramente la magia delle atmosfere dorate, la straordinaria omogeneità del contesto urbano, il perfetto rapporto tra i pieni dei palazzi e delle chiese ed i vuoti delle piazze e delle strade, l'armonia del linguaggio delle pietre e degli stili architettonici, allora proviamo a suggerirvi qualche indirizzo all'altezza della vostra sensibilità culturale e dell'intrinseca raffinatezza di questi luoghi: è d'obbligo una sosta (anche lunga) presso il Caffè Sicilia, sul corso principale nei pressi del Palazzo Ducezio (quello del municipio).

I dolci di Carlo e Corrado Assenza non possono essere raccontati: nel panorama già ricchissimo della produzione dolciaria siciliana di qualità, sono riusciti a creare una filosofia unica, che traspare evidente da ciascuno dei loro prodotti. I gelati al pistacchio, le torte di pere e cioccolato, le confetture, le marmellate di agrumi e i torroni con le mandorle di Avola sono prodotti sontuosi quanto sontuose sono le mensole scolpite del Palazzo Nicolaci o le volute del prospetto di San Domenico.

Se poi voleste fare un pasto completo vi consigliamo di frequentare la cucina dello 'zu Corradu alla Trattoria del Carmine (chi scrive non ricorda il nome della via, ma si trova in centro e chiunque ve la saprà indicare): non è un ristorante, ma poco più che una saletta con qualche tavolo e le tovaglie di carta.
Non è un locale trendy e non è citato dalle guide agli itinerari cultural-gastronomici ufficiali, e per questo è veramente alternativo, oltre che di sicura qualità.
Provate le lasagne fatte in casa con il sugo di porco (non maiale) e la ricotta e poi fatevi consigliare per il resto dal burbero proprietario; e non azzardatevi a chiedere vini imbottigliati.