Il mio sito

Pina Licciardello

Il sito in tutte le lingue

Video in primo piano 

 

DUCI TERRA MIA!

CATANIA FOREVER

CATANIA COM'ERA

SALUTI DA CATANIA

GIOCHI PEDUTI

GIRO DELL'ETNA

dai "Ricordi di un viaggio in Sicilia" di Edmondo De Amicis

CONTATTI

Nota: I campi con l'asterisco sono richiesti

Noi che.........

Nostalgie Anni '60

____________________________________________________________

 

********************

 

 

____________________________________________________________


- Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia.


- Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.


- Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).


- Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.


- Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.


- Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.


- Noi, che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.


- Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

 
- Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.


- Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.


- Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale.


- Noi, che alla Domenica andavamo sempre al ristorante, perché ogni papà poteva permetterselo, oppure i nonni ci portavano le “pastarelle”.


- Noi, che avevamo 4 mesi di vacanza, da Giugno a Settembre.


- Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. ma avevamo tanti amici lo stesso.


- Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.


- Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.


- Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.


- Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.


- Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.


- Noi, che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.


- Noi, che avevamo il nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
- Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.


- Noi, che ci divertivamo anche facendo Strega-comanda-colori.


- Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).


- Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa, ma che a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.


- Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella  e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.


- Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.

 
- Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri (non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos'è.


- Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney.


- Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche per strada.


- Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto.


- Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.


- Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico.


- Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.


- Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un tedesco-un italiano.


- Noi, che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

 

- Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.


- Noi, che il 1° Novembre era 'Ognissanti', mica Halloween.


- Noi, che l'unica merendina era il pane spalmato con lo zucchero. 


- Noi, che la penitenza era 'dire-fare-baciare-lettera-testamento.

 
- Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

 

- Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.

 

- Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola.


- Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.


- Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.


- Noi, che trovavamo lavoro tutti e subito. E ci sposavamo presto.

- Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.

 

- Noi, che alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente ripeteva ed aveva una seconda opportunità.

 
- Noi, che avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità ed imparavamo a gestirli. La grande domanda è: come abbiamo fatto a sopravvivere? e, ad essere le persone che siamo ora ?

 

- Noi, che amavamo il ballo della mattonella

 

-Noi, che da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza, né airbag...


- Noi, che viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
- Noi, che le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.

- Noi, che non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.

- Noi, che quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

- Noi, che  ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c'era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno se non di noi stessi.

 

- Noi, che per escort avevamo solo l’automobile

 

- Noi, che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.

 

- Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

 

- Noi, che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.