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Perle di Sicilia: Caltagirone

 

 

da "guidasicilia"

 

 

A 68 km da Catania e a 608 m. sul livello del mare, Caltagirone domina la piana di Catania e Gela ad anfiteatro tra i Monti Iblei e i Monti Erei.

Durante l'inverno la pittoresca posizione geografica e la forte escursione termica tra il giorno e la notte danno spesso origine ad una fitta nebbia, familiarmente detta "a paisana".
Per arrivare a Caltagirone da Palermo si consiglia l'autostrada CT - PA (A 19) uscita Enna, proseguendo in direzione Piazza Armerina, San Michele di Ganzaria, Caltagirone.

  In giro per la città

 

Terra ricca di argilla, Caltagirone è conosciuta nel mondo per la produzione artigianale della ceramica che ancora oggi impegna centinaia di artigiani. L'arte della maiolica ha origini antichissime: i primi forni risalgono, infatti, all'epoca musulmana e ai normanni e testimoniano di un'attività che non si è mai spenta nel corso dei secoli. 

Nel tempo gli artigiani, detti cannatari, hanno perfezionato la tecnica esecutiva e decorativa dando prova di grande originalità, conservando, tuttavia, i motivi moreschi e i colori della tradizione (turchino, verde ramino, giallo oro, manganese). 

Una miriade di negozietti anima le stradine della città esponendo i prodotti tipici di questa antica arte: mattonelle, candelieri, fischietti, piatti, albarelli, vasi. La produzione di questi ultimi fu particolarmente florida 
perché utilizzati per la conservazione del miele, prodotto tipico della zona. 
Gli albarelli invece venivano impiegati tradizionalmente daglispeziali per le loro farmacie. 

Tra gli edifici color ocra si innalzano le chiese, i campanili barocchi e la splendida Villa comunale, giardino pubblico tra i più eleganti di Italia, costruito nell'800 da Giovanni Battista Filippo Basile (padre di Ernesto, maestro del Liberty siciliano). 

Il centro storico di Caltagirone si estende lungo due arterie principali: Corso Vittorio Emanuele e Via Roma. Sulla prima si affacciano bellissimi palazzi barocchi, tra cui segnaliamo Palazzo Gravina, e la basilica normanna di San Giacomo che ospita al suo interno preziose opere d'arte. 

All'inizio della Via Roma, che dal centro storico porta alla città nuova, si trova il 'Tondo Vecchio', scenografica costruzione a forma di esedra, progettata da Francesco Battaglia per celebrare l'apertura della strada.
Percorrendo la via si incontrano diverse chiese e la balconata in ceramica policroma di Palazzo Ventimiglia.
La piazza del Municipio è il punto di incrocio delle due strade principali e su di essa si affaccia, oltre al Palazzo del Municipio, il Palazzo Senatorio, attuale Teatro comunale e sede della Galleria Don Sturzo. 

Nella vicina Piazza Umberto I sorge il Duomo di San Giuliano, costruzione dei primi del Settecento (anche se la facciata è del primo Novecento).
Attigua al Duomo è la Corte Capitaniale, l'edificio più originale della città, costruito su un unico piano e ingentilito da una serie di finestre e portali realizzati nel XVI - XVII secolo da Domenico e Antonuzzo Gagini.

Tradizionalmente l'elemento di maggiore richiamo turistico per la città è la scenografica scalinata: centoquarantadue gradini che collegano la città alta alla città bassa. 
La scala fu costruita da Giuseppe Giacalone all'inizio del '600 e nel 1954 le alzate di ogni gradino furono rivestite con mattonelle in maiolica, in un tripudio di motivi geometrici, antropomorfici e fitomorfici.

Dalla piazza dell'ottocentesco Municipio si giunge così alla chiesa di Santa Maria del Monte che, fondata nel 1100 e ridisegnata da Francesco Battaglia nel XVIII secolo, ha pianta basilicale ed ospita al suo interno la preziosa Madonna di Condomini, interessante opera del Duecento bizantino.

 


  Un po' di storia


Caltagirone ha origini antichissime: il suo territorio fu abitato fin dalla preistoria e vi si trovano, sparse, diverse necropoli. Greci, siculi, saraceni e spagnoli la occuparono nel corso dei secoli, lasciando ampia testimonianza del loro passaggio nel notevole patrimonio archeologico, artistico e architettonico della città. 

Importante mercato agricolo, durante la dominazione araba vide fiorire l'arte della ceramica, che a tutt'oggi conferisce fama alla città. 
Caltagirone, il cui nome deriva dall'arabo Cal'at Ghiran e significa 'castello dei vasi ', è uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo per il ritrovamento di un gran numero di ceramiche prodotte nelle diverse epoche. 

Nel 1030 la città fu conquistata dai liguri, e i rapporti con Genova non si interruppero neanche quando Caltagirone divenne città demaniale e sviluppò un'autonomia e una cultura proprie. 

Il suo splendore fu irrimediabilmente leso però dal terremoto del 1693 che rase al suolo il paese; diversamente da quanto accadde per altri centri della Sicilia orientale qui la ricostruzione non trasformò però l'originario impianto medievale, limitandosi ad inserire nel vecchio tessuto urbano le nuove costruzioni barocche caratterizzate da scalinate, balaustre, campanili e cornici nel "nuovo" stile. 

Nella storia della città figura, infine, un nome importante della storia della politica italiana: Don Luigi Sturzo. Fondatore del Partito Popolare, precursore della Democrazia Cristiana, il prete nacque e sperimentò, in questo piccolo centro siciliano, la sua teoria politica. Tra i suoi cittadini Caltagirone annovera anche Mario Scelba, Ministro degli Interni nei primi governi del dopo guerra e Mario Milazzo, fautore del primo governo di centrosinistra della Regione siciliana.



  Eventi e manifestazioni

Durante tutto l'anno la città è animata da suggestive manifestazioni culturali, fiere, feste religiose e tradizionali. 
Si comincia a dicembre con il Kalat Expo, fiera dell'agricoltura e vetrina delle produzioni e delle attività della filiera agro-alimentare in Sicilia, durante la quale si possono gustare prodotti tipici e partecipare ad iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio e della cultura materiale dell'isola. 

In Sicilia Caltagirone è sinonimo di presepe, sin dal XVI secolo infatti in città si costruiscono Natività, pastorelli e Sacre Famiglie: le statuine in terracotta rispecchiano la storia, il costume, i modi di essere e di sentire del tempo in cui sono create. 
Questa tradizione è celebrata ogni anno, dal 1° dicembre alla fine di gennaio, nella mostra Natale e Presepi, durante la quale è possibile apprezzare sia le ultime produzioni degli artigiani calatini, sia i pezzi storici, di straordinaria fattura, che sono custoditi normalmente presso il museo della città.

Nel periodo primaverile la splendida scalinata diventa palcoscenico di Ceramiche, Fiori, Moda, un evento cultural-mondanoormai di rilevanza nazionale.
Tra la terza domenica di maggio e la prima di giugno la scala viene addobbata a festa per la tradizionale Infiorata, un grandioso disegno di fiori offerto in omaggio dalla comunità alla Madonna di Condomini, custodita nella Santa Maria del Monte. 

In questo periodo un altro appuntamento da non perdere è 'A truvatura, (ogni terza domenica del mese da marzo a maggio) durante la quale il centro storico diventa un unico, grande mercatino dell'antiquariato, dove è ancora possibile, con un po' di fiuto, scovare begli oggetti e mobili dell'artigianato di tradizione a prezzi non troppo esosi: durante queste giornate vengono anche organizzate mostre, concerti folk e spettacoli dell'opera dei pupi.

Durante tutto il periodo estivo si alternano in città concerti, teatro e danze, ma l'appuntamento più importante dell'estate calatina è La Luminaria, festa in onore di San Giacomo, patrono della città: il 24 e il 25 luglio la scala, ancora una volta protagonista, è illuminata con lumini, "coppi", ad olio che formano disegni ornamentali ogni anno diversi.
Il 15 agosto invece ha luogo in città la Festa del Ponte, in onore della Vergine Maria apparsa nel 1572 nei pressi di una fontana nell'affollato quartiere del Ponte. 

L'ultima domenica di agosto non perdetevi la Sagra dell'uva da tavola. 
Oltre al periodo estivo la città è da frequentare specialmente in aprile per assistere ai bellissimi riti della Settimana Santa: vi consigliamo in particolare la festa de La Giunta, (domenica di Pasqua) quando la statua di San Pietro, alta circa tre metri viene portata in processione per le vie cittadine, fino a raggiungere la statua della Madonna per comunicarle simbolicamente la resurrezione di Cristo. 

In occasione della Pasqua si svolge in città un altro appuntamento tradizionale, a Palazzo Libertini: la Mostra dei fischietti in terracotta (ogni anno con un tema diverso), una volta semplici giocattoli per bambini poveri ed oggi divenuti oggetti di culto e da collezionismo.
 
 Itinerari e dintorni


Uscendo dalla città in direzione di Niscemi si incontra la chiesa quattrocentesca, e il chiostro, di Santa Maria di Gesù, al cui interno, ricco di marmi e affreschi, si trova laMadonna della Catena, opera di Antonello Gagini. 
Proseguendo nella stessa direzione si possono ammirare lungo il percorso alcuni splendidi parchi ottocenteschi di antiche ville nobiliari, alcune delle quali purtroppo in cattivo stato di conservazione o addirittura abbandonate dai proprietari. 

Da visitare è la cittadina di Grammichele, che giace su di un colle a 15 km da Caltagirone. Costruita ex novo per accogliere i superstiti del terremoto del 1693, dopo che il paese originario fu completamente distrutto dal sisma la città risulta di grande fascino per l'originalità del suo impianto urbano. 

La nuova città infatti fu progettata in maniera unitaria e ne è caratteristica la pianta esagonale (l'utopia della città ideale di matrice rinascimentale), voluta da Carlo Maria Carafa Branciforte, principe di Bufera: l'immagine dall'alto è suggestiva e ricorda la perfetta costruzione geometrica della tela di un ragno.

Dalla piazza centrale, ancora esagonale, si irradiano gli assi viari principale della città, e su di essa si affacciano la Chiesa Madre, che risale al '700, e il Palazzo Comunale, opera di Carlo Sada.
Il sistema viario si sviluppa parallelamente alla piazza, definendo altrettanti esagoni, sempre più grandi man mano che ci si allontana dal centro. 


  Vademecum di viaggio


 Sembra superfluo consigliare per chi viaggia da queste parti l'acquisto di un bell'oggetto di ceramica. 
Ve ne sono di tutti i tipi, per tutti i gusti, per tutte le tasche. La qualità è in genere buona, anche se all'incremento di questi anni dei turisti in visita a Caltagirone si è accompagnata l'apertura di negozi che vendono paccottiglia scadente.  

Noi abbiamo trovato molto interessanti le ceramiche di Alessi, un negozio ai piedi della scalinata, il cui laboratorio conduce una seria attività di studio e di ricerca sulle maioliche antiche, riproponendo con attenzione filologica i colori caldi ed i disegni tradizionali delle ceramiche rinascimentali e barocche del territorio calatino.

Belli da acquistare e facili da trovare dappertutto sono gli stampi per la mostarda: semplici formine in ceramica, decorate con motivi tridimensionali di piante ed animali, che una volta venivano utilizzate per informare questo dolce tipico della tradizione siciliana, a base di mosto di vino cotto e aromatizzato.

Caltagirone è al centro di un territorio agricolo ricco e vario e nei negozietti del centro storico potrete trovare perciò un'ottima varietà di prodotti agricoli, formaggi e altre prelibatezze confezionate artigianalmente: vi consigliamo per esempio di acquistare un vasetto di miele biologico, di eucalipto, di timo, di rosmarino, d'arancio, o di millefiori, raccolto nella campagna di San Pietro e confezionato artigianalmente da Gaetano Cannizzaro e dalla moglie Silvana nel loro laboratorio in centro: una vera esperienza del gusto.