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Isole Pelagie

 da "guidasicilia"

 

 

 Lampedusa


E' la maggiore delle tre; dista 210 km dalle coste siciliane e 152 da quelle africane. I suoi 40 km di costa, formata da rocce calcaree, si aprono in

suggestive insenature che nascondono incantevoli spiagge di sabbia chiara, accarezzate da un mare cristallino ed incontaminato. 

Dai ritrovamenti effettuati, l'isola è stata abitata da Fenici, Greci eRomani prima di rimanere per lungo tempo dimenticata a causa delle continue incursioni di pirati. 
Il suolo dell'isola è geologicamente omogeneo, produce fichi, carrube, uva, olive, e termina spesso in scarpate o terrazze a picco sul mare.
Gli abitanti si concentrano nella parte sud dell'isola, dove, in una insenatura protetta, si apre il porto.

La patrona dell'isola è la Madonna di Porto Salvo, venerata in passato perfino dai corsari saraceni per le innumerevoli grazie concesse; viene festeggiata il 22 settembre nel santuario ricavato in una grotta che è un'affascinante architettura naturale. 
I collegamenti con la Sicilia, avvengono via mare, con traghetti che a giorni alterni uniscono Lampedusa con Pantelleria, Trapani e Porto Empedocle mentre un piccolo aeroporto collega l'isola con Palermo, Trapani e Roma.


 Linosa e Lampione


Linosa è distante 30 km da Lampedusa e 170 dalla Sicilia; si presenta con tre crateri spenti che arrivano con monte Vulcano a quota 195 m ed una costa lavica, aspra, molto frastagliata e a strapiombo sul mare. 

È un vero paradiso, con casette colorate abitate da gente ospitale, calette nascoste, qualche spiaggia di sabbia nera e tanti scogli, con il giglio marino che cresce spontaneo sulla lava e i bassi fichi d'india che la spruzzano di verde. 
Sull'isola si allevano bovini allo stato brado, le cui carni sono particolarmente saporite, si dice, per il fatto di nutrirsi della aromatica vegetazione endemica dell'isola.

Oltre alle attività legate al mare (soprattutto alla scoperta degli spettacolari fondali rocciosi), si possono effettuare piacevoli passeggiate lungo le mulattiere a dorso d'asino.
A nord-ovest di Lampedusa si trova il piccolissimo faraglione disabitato di Lampione, il cui unico, suggestivo, elemento antropico è rappresentato da un faro automatico. 
  

  Vademecum di viaggio


Mare incontaminato e stupendi fondali, sabbia bianca e finissima, un caldo sole africano; i caratteristici dammusi mediterranei, le tartarughe marine dell'isola dei Conigli, le romantiche cale, le notti profumate, i paesaggi dai colori indimenticabili, la gente simpatica ed ospitale. Ci sono tutti gli ingredienti per una vacanza di assoluto relax, lontani dallo stress del divertimento organizzato e dei villaggi vacanze.

Buone letture, lunghe chiacchierate e ottimo cibo, sono i nostri consigli per una vacanza superlativa su queste isole.
A Lampedusa vi sono alcune piccole strutture alberghiere comode e suggestive, ma vi consigliamo anche di provare l'ospitalità in casa; gli abitanti infatti mettono volentieri a disposizione dei turisti alcune camere delle loro abitazioni, per cifre modiche.

In cucina, la specialità è il cus-cus, tipico piatto di ascendenza araba (il maghreb è a due passi da qui), a base di pesce e semolino; tutti i ristoranti locali lo sanno cucinare molto bene.
Assaggiate quello preparato con amore e antica arte dalla signora Caterina, al ristorante Errera di Linosa: un fresco e accogliente locale a due passi dal mare. E già che ci siete provate anche le altre meraviglie preparate con prodotti di mare e di terra, tra cui indimenticabili gli involtini di melanzane, i tagliolini al pesce spada e alle uova di ricciola, la straordinaria zuppa preparata con le celebri lenticchie locali. Finite con il biancomangiare o le cassatelle di ricotta. Non vorrete andare più via dall'isola.

Se invece dovete proprio tornare alle vostre "abituali occupazioni" portate almeno con voi un ricordo di questa terra di fiaba: per esempio il tonno inscatolato sul posto dai Famularo, conservato con olio extravergine d'oliva, così come le uova di ricciola, di spada, i filetti di sgombro e di alici; oppure della bottarga: da quella classica di tonno a quelle di merluzzo o pesce spada.