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Profilo storico

 

     Vari ritrovamenti archeologici nella provincia di Catania testimoniano la presenza di villaggi preistorici sia sulle alture, sia lungo la costa.

      Le prime manifestazioni sono giunte fino a noi attraverso gli utensili d’osso, metallici e soprattutto le ceramiche rinvenute nei sepolcri scavati nelle zone calcaree e dentro le grotte etnee di scorrimento lavico.

     Le origini sicule di Catania si desumono dalla presenza, di popolazione indigene testimoniate da antiche grotte di abitazione, scoperte nelle colline a nord della città, dove questi siculi si ritiravano quando, nella seconda metà dell’VIII secolo, i calcidesi di Nasso, sotto la guida di Evarco, fondarono una colonia ai piedi dell’Etna.

     La città divenne molto importante quando Ierone, la tolse ai calcidesi e la pose sotto l’amministrazione di suo figlio Dinomene, dando alla città il nome di Aetna.

     Nel 461 gli antichi abitatori calcidesi l’occuparono nuovamente, ridandole il suo antico nome. Per il periodo successivo sappiamo poco della storia della città.

 

     Katane fu fondata, secondo Tucidide, nel 729 a. C. dai calcidesi di Naxos.
     La nuova città greca aveva un'ottima posizione, in quanto era protetta all'interno dal porto e aveva la terra fertile perché bagnata  dal fiume Amenano.
     La città più antica si disponeva nella zona oggi occupata dal monastero dei Benedettini, (piazza Dante).
     Dei monumenti e dell'abitato di età greca non rimane nulla, il continuo sovrapporsi delle colate laviche e la costruzione degli edifici romani e bizantini ha cancellato il ricordo dei primi coloni calcidesi.
    L'età romana è senz'altro molto più rappresentata anche dal punto di vista archeologico e monumentale.
    Negli ultimi anni sono stati ritrovati, all'interno dell'area del monastero dei Benedettini, ambienti romani con pavimenti, pareti dipinte, mosaici e frammenti di oggetti di uso quotidiano.

     Con l'arrivo dei normanni, il Duomo divenne il cuore della piazza principale localizzata vicino al porto per facilitare le attività commerciali. 
     Anche la costruzione del Castello Ursino fu motivata da ragioni militari perché la vicinanza con il mare consentiva, allo stesso tempo, un controllo sul porto, sulla pianura e sulla città.


     Nel 1669 un'eruzione circondò il Castello Ursino e distrusse le campagne che si trovavano nella zona dell'odierna Porta Ferdinandea (il fortino per i Catanesi).
     Ma l'evento che cambiò il volto della città fu il terribile terremoto del 1693 a causa del quale l'intera città venne distrutta. 

     Il suo abitato (ab. 341.455) lambisce il mare per circa Km 5 e, risalendo verso l'Etna, supera la quota di m. 200 già a Barriera del Bosco, un'antica borgata ormai inglobata dalla recente espansione.
     La città di Catania si può definire una "città in salita". La stessa via Etnea lunga Km 3 guadagna, lungo il suo tragitto di quasi 3 km, un dislivello di circa 100 m.
    
     La Catania antica, cioè quella greca e poi romana iniziava in prossimità del mare vicino alla piazza Duomo, e si espandeva fino alle colline della Cipriana, cioè l’attuale piazza Dante. La necropoli della città si trovava ai margini dell’abitato poco oltre l’anfiteatro romano in piazza Stesicoro.

 

     La città medievale si concentrò tutta all’interno delle cinta murarie di cui oggi rimangono solo alcuni brevi tratti, ma sappiamo che l’attuale via Plebiscito percorreva tutta la parte esterna delle mura. Della città medievale non rimane quasi più nulla essendo stata distrutta dal terremoto del 1693.


     La città del settecento durante i primi anni fu interamente ricostruita con criteri considerati per l’epoca molto moderni. I palazzi, i conventi e le chiese mostrano tutto lo sfarzo dello stile barocco. Il centro storico racchiude al suo interno molti di questi monumenti. A sud di via Plebiscito tra la fine del settecento e l’ottocento sorse un intero quartiere.


     La città dell’ottocento si espande ad est della via Etnea fino a prolungarsi con il viale XX  settembre e il corso Italia.

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