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Jetta la riti

 

 

Jetta la Riti è una canzone popolare siciliana, appartenente principalmente alla tradizione marinara, scritta e interpretata dal cantante folk agrigentino Gian Campione.

 

Il testo del brano, scritto completamente in dialetto siciliano, racconta il difficile lavoro dei pescatori durante una notte in mezzo al mare.

I pescatori intonano il ritornello “Jetta la riti jettala, tirala quannu e china, si vo` piscari bonu e aviri assa` furtuna”.

 

Finalmente dopo tanto lavoro vengono ripagati da un’abbondante pesca e al loro ritorno vengono accolti da grandi, vecchi e bambini che fanno una grande festa.

La canzone, sul finire, intona che i pescatori hanno le braccia stanche, ma remano più forte di prima, perchè sanno che presto riabbracceranno i loro cari.

 

Il cantante Gian Campione, scoperto nella metà degli anni ’60 durante la Sagra del Mandorlo in fiore mentre cantava con il gruppo folkloristico Val d’Akragas, è stato eletto nel 1997 Ambasciatore della canzone siciliana nel mondo. Purtroppo è scomparso prematuramente nel 2005.