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Calcedonio Reina

 

'Ntra lu burgu e la marina

C'è un pitturi arrinumatu,

Vecchiu, pricchiu, strascinatu,

Lenzi lenzi la fracchina,

'Nzaimatu, scarcagnatu...

Cu' po esseri ? 'Nduvina !

 

 

Nell'aprile del 1907 così scriveva Mario Rapisardi del suo amico poeta, scrittore e pittore Calcedonio Reina (Catania 1842 - 1911) un personaggio tanto bizzarro quanto interessante e profondo; viveva in solitudine in un ammezzato con poveri arredi "come uno covile con arazzi di muffa, tappeti di polvere, portiere e cortine di ragnateli....e tele, colori, pennelli, stracci e ciabatte gittati e sparsi per ogni parte, che parea uno naufragio".

 

Distaccato dalle cose materiali, nutriva interesse per la sfera spirituale, vagheggiando mondi d'oriente in quella sinestesia che comprendeva ogni sua produzione artistica.

 

Federico De Roberto di lui scrisse:

 

"Singolarissimo ingegno nelle molteplici sue manifestazioni. Sul frontespizio delle sue raccolte di versi suole egli aggiungere al proprio nome il titolo di pittore: reciprocamente, non è possibile considerare le sue tele senza chiamarlo poeta. Del poeta egli ha l'alata fantasia, la vivace immaginazione, le invenzioni originali, i lampi rivelatori. 

 

L'arte sua non si può ascrivere a nessuna delle scuole conosciute, delle categorie definite; quando pare che egli si accosti a qualcuna, tosto con un colpo d'ala se ne dilunga, trascorre ad un genere opposto, serbando sempre un suo proprio indelebile e impareggiabile carattere. 

 

Il simbolismo della Cucitrice eterna, della Tentazione,Vendetta di Rettile, dà luogo al realismo delle Compagne d'una volta, del Filtro d'amore, al romanticismo della Tentazione, al preraffaellismo della Maddalena e Giuda; ma il preraffaellismo, il romanticismo, il realismo, il simbolismo, non sono voluti dall'autore, non sono da lui cercati tanto meno studiati: sono invece modi che il suo spirito ha naturalmente ed istintivamente assunti nel dar forma ai fantasmi che lo agitano. 

 

Tanto è vero, che questi modi diversi si dànno in lui la mano, come non sarebbe possibile se egli si fosse ascritto, sia pure una volta tanto, a qualcuna di queste scuole." 

                                                                

 

 

 

 

ESPOSIZIONI:

 

  • Nel 1871 all'Esposizione di Napoli
  • Mostre della Promotrice "Salvator Rosa" dal 1873 al 1904 nel 1873 con Sicut mors caecus; nel 1875 con Cuor malato; nel 1877 con Teclam, nel 1880, con Dama bianca; nel 1882 con Amore
  • Nel 1881 a Milano con Amore e Morte e Per Montecarlo
  • Nel 1888 all'Esposizione di Napoli con Il ragno nel chiostro
  • Nel 1877 a Torino con Accaduto nel coretto e Miserere
  • Nel 1880 alla Prima Esposizione d'Arte Italo-Spagnola con La Tentazione
  • A Palermo, all'Esposizione Nazionale del 1891-92Compagne di una volta ed Espiazione
  • A Milano nel 1897, alla Triennale di BreraVendetta.

 

 

 

  

 

 

BIOGRAFIA       OPERE

 

 

 "I DIPINTI DI CALCEDONIO REINA"

di Mario Rapisardi

 

 

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